Youtube spiegato da Daniele Doesn’t Matter – Festival della Comunicazione

Daniele Selvitella, in arte Daniele Doesn’t Matter, inizia la sua conferenza a tema Youtube mostrando un video del genere Draw my life, dove ripercorre i passi più importanti della sua vita, raccontando momenti come un brutto incidente in macchina e la decisione di fare il primo video.

 

Daniele spiega alla platea del Festival della Comunicazione sin da subito che cos’è uno youtuber: «È una professione a tutti gli effetti, che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione web». Come mai allora molti non considerano lo youtuber come un professionista? Secondo Daniele la causa è che lo youtuber non appare come una figura univoca, che fa una cosa sola e comprensibile (come per esempio il dentista, che si occupa dei denti delle persone) ma deve avere una serie di qualifiche in vari settori: webdesign, social media management, seo e sem, community management, trend analysis, etc. In sostanza per molti è difficile capire come si fondano in un’unica figura professionale tutte queste aree, ma si tratta comunque di un lavoro vero e proprio, più complesso di quello che appare.

«Lo youtuber deve anche essere sempre aggiornato sul mondo», questo per offrire i contenuti migliori in quel momento per il proprio pubblico di riferimento.

Daniele spiega anche i passi per costruire il proprio pubblico, iniziando dal monitorare con attenzioni le discussioni (usando dei tool di monitoraggio, studiando i valori e il tono di voce del proprio target, informandosi in modo approfondito sulle diverse community).

«Uno Youtuber è anche regista, attore e sceneggiatore dei propri video e cura anche il palinsesto del proprio canale» racconta Daniele. C’è da dire che per creare un palinsesto come si deve ci sono una serie di passaggi da seguire: pensare a un piano di produzione, a un piano di pubblicazione, a dividere i contenuti per tematica, a costruire dei format seriali.

Successivamente si arriva a parlare del video, il contenuto per eccellenza: il lavoro di preparazione dietro non è affatto breve ed è molto complesso, infatti Daniele impiega otto ore solo per scrivere il testo dei propri video.

Daniele sottolinea comunque quanto sia importante costruire un pubblico prima di creare un contenuto, facendo attenzione a dare un’immagine coordinata del proprio canale, alla gestione dei diversi canali social, all’indicizzazione e diffusione dei contenuti, a coinvolgere le community.

Quando pensa a realizzare un video, Daniele precisa anche che non sceglie prima la parola chiave da usare e dopo il tutto il resto, ma il contrario: una volta che si è trovato un contento sceglie con cura le parole per poterlo indicizzare al meglio, così da raggiungere più facilmente chi si interessa di quel contenuto.

Lo youtuber è inoltre molto simile al vip, ma c’è una differenza fondamentale: lo youtuber è personaggio vicino alle persone con cui comunica ed è una figura raggiungibile, cosa che aiuta il pubblico ad avvicinarsi o identificarsi con il proprio beniamino.

Quindi cos’ha in più YouTube rispetto ai classici media ? Tramite questo canale si può creare un’interazione perfetta con le persone che ti vogliono seguire, la cosa più affascinante di questo mestiere. Daniele riceve mediamente tra i 2000 e i 3000 messaggi privati tramite i social, ma confessa che ci tiene tanto a provare a rispondere a tutti.

«Con il pubblico c’è un’interazione diretta», questa è la parte più bella del lavoro per Daniele, ovvero la «possibilità di interfacciarsi con le persone che ti seguono».

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.