Smetto Quando Voglio torna a far (piacevoli) danni, ecco Masterclass

Uscito nelle sale il 4 febbraio per la regia di Sydney Sibilia, Smetto Quando Voglio Masterclass raccoglie l’eredità del primo capitolo della saga e ne esalta gli aspetti migliori.

Potremmo chiudere qui il discorso, è un ottimo sequel che si chiude in un cliffhanger verso il prossimo capitolo, ma Smetto Quando Voglio: Masterclass è molto più di questo.

È un film che si ritrova ad aprire le trame di un primo capitolo, ormai chiuso, attraverso alcuni espedienti che lo rendono perfettamente credibile. Viene riunita la banda di ricercatori, con alcuni innesti raccolti stavolta tra i cervelli in fuga italiani, per collaborare con la polizia e finalmente avere ripulita la fedina penale.

La trama viene portata avanti tra continue citazioni a blockbuster e film cult americani con continui riferimenti alla cultura pop, che ha permeato la vita di ragazzi cresciuti tra gli anni ’80 e ’90 un po’ come gli sceneggiatori della pellicola (Sidney Sibilia e Luigi di Capua).

Gli attori sono ormai assimilabili ai personaggi che interpretano, Pietro (Edoardo Leo), Alberto (Stefano Fresi) e Bartolomeo (Libero de Rienzo) convincono particolarmente, i loro personaggi si giostrano ottimamente all’interno della storia con grandi punte di realismo, ironia e nessuna forzatura.


Insomma, il “giovane” Sibilia tira fuori un’ottima prova di scrittura e regia, che strizzando l’occhio al suo pubblico di riferimento, il tanto criticato fanservice americano, riesce ad interessare ed intrattenere per tutta la durata del lungometraggio senza noiosi momenti di stallo.

Primo Vanadia

Nato a Palermo, appena finito il liceo si trasferisce a Milano, laureato in comunicazione e pubblicità. Fotografo, content media manager ed aspirante giornalista. Fonda Arte Rivista nel 2014 e The Query nel 2016, qualcosa sta cambiando.