Sio&Nico – unCOMMON:stories

Sio, all’anagrafe Simone Albrigi, è da anni uno youtuber di successo grazie al suo canale Scottecs, ma prima ancora è un autore di fumetti piuttosto bravo: oltre ad aver pubblicato molti lavori (scritti e disegnati da solo), ha anche scenggiato tre storie per Topolino.

Oggi parleremo di un’opera scritta, disegnata e realizzata in collaborazione con il suo amico fotografo Nicola Bernardi, con cui oltre ad un particolare senso dell’umorismo condivide anche la passione per il Giappone (i due hanno anche fatto il giro del Sol Levante in bici insieme).

Sio e Nico, come preferiscono farsi chiamare, hanno creato qualcosa di molto diverso dai prodotti canonici che appartengono al genere dei romanzi grafici: il risultato è unCOMMON:stories – Stories with a face, edito da Shockdom.

 

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Che cos’è? È sia un libro fotografico, che raccoglie foto di facce non comuni, sia un libro di fumetti, dove viene rappresentata la storia di ogni persona incontrata. I soggetti dell’opera sono uomini e donne giapponesi.

Il motivo di questa scelta sta nel fatto che entrambi gli ideatori hanno vissuto in Giappone.

Si tratta di una raccolta di 46 ritratti fotografici (più una storiella divertente) ed ognuno è accompagnato da una storia peculiare: uomini e donne comuni, ma con storie che invece esulano dalla normalità, sia per come sono narrate, sia per come sono disegnate.

Il tratto dei disegni non è realista, ma estremamente stilizzato: uno stile che ricorda molto quello degli asdfmovie dello youtuber TomSka. Il paragone non è casuale, perché anche il senso dell’umorismo è molto simile: situazioni surreali, a casaccio, senza una logica spesso, che fanno ridere… Proprio perché non fanno ridere.

È difficile spiegare perché la comicità di Sio sia fresca e sempre piacevole, ma proverò a farlo in tre punti:

  1. genuina, non volgare (non ricorre mai ad un lessico scurrile, ma fa uso di un sacco di parole “furbuffe” e inventate, o di giochi di parole paradossali);
  2. imprevedibile (non si può mai sapere come finirà una vignetta o un video di Sio… MAI);
  3. infantile ma con stile (alcune situazioni e il modo in cui sono raccontate potrebbero sembrare storie per bambini, invece i contenuti e molti rimandi possono essere colti solo da un pubblico adulto, anche se il linguaggio ed i toni sono spesso molto fanciulleschi).

Ma quindi questo unCOMMON:stories? Ora ci arrivo.

Credo che sia uno dei quei libri che non vadano divorati in una volta, sarebbe il modo più sbagliato di fruirne: questo libro va gustato, pagina dopo pagina, striscia dopo striscia, giorno per giorno.

È una comicità per tutti? Probabilmente no, però è fortemente consigliata a chi ha bisogno di imparare a ridere con leggerezza, anche dei drammi della vita.
Un esempio? La prima storia, quella di Makoto (piccolo SPOILER in arrivo): si parla di un ragazzo che ha un rapporto difficile con il padre, il quale è convinto che il genitore non gli abbia mai voluto troppo bene. I disegni semplici accompagnano una narrazione semplice, che poco alla volta riesce a stemperare la tensione interiore del protagonista e del lettore (che in genere tende a immedesimarsi in ciò che legge), fino a raggiungere l’apice dell’umorismo con la battuta finale.
Pensateci: quanto deve essere difficile raccontare una storia sofferente su un legame padre-figlio, in due pagine, riuscendo anche a far ridere?

Forse è questo che ci piace davvero del lavoro di Sio e di Nico: è una catarsi per il nostro animo e il nostro essere appesantiti dalla vita; ci ricorda come si rideva a crepapelle quando eravamo bambini.

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.

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