Il secondo dibattito presidenziale (in sintesi)

Il secondo dibattito presidenziale tra Donald J. Trump e Hillary Clinton è iniziato con attacchi pesanti – spesso indirizzati alla persona piuttosto che alle idee politiche che questa dovrebbe rappresentare –  e si è concluso in maniera più pacata quando, su richiesta di un membro del pubblico, i due candidati si sono complimentati a vicenda. La Clinton ha detto che ammira i figli di Trump, mentre Trump ha chiamato il suo avversario “una combattente” (fighter).

Ma i candidati si sono sbranati a vicenda sulla strada fino al traguardo, con Trump che ha battagliato per gran parte della serata per rispondere alle domande circa le sue finanze (accusato di aver evaso il fisco per decenni), le sue idee politiche (ormai tanto famose quanto incongruenti tra loro) e il trattamento delle donne. In particolare ha dovuto rispondere ufficialmente al video che è emerso qualche giorno fa, risalente al 2005, dove Trump si era lasciato andare a dichiarazioni sessiste.

In diversi momenti di tensione, Trump ha ammesso di aver evaso le imposte federali sul reddito per anni, si è difeso dalle accuse di violenza sessuale etichettando la sua conversazione come “chiacchiere da spogliatoio” (“locker room-talk”) e ha accusato la Clinton di vittimizzare le donne. Ha anche detto che come presidente avrebbe nominato un procuratore speciale per perseguire legalmente la Clinton, che durante la sua carica da Segretario di Stato aveva utilizzato un server privato per le e-mail che riceveva, alcune delle quali poi dichiarate “top secret”.

Con un atteggiamento decisamente più controllato, la Clinton ha affrontato da vicino gli argomenti alla base della sua campagna, mettendo in luce la sua lunga esperienza da funzionario pubblico e sostenendo che Donald Trump sia inadatto a essere presidente.

Gli argomenti prettamente politici sono stati il sistema sanitario, l’immigrazione, la crisi dei rifugiati siriani, “l’Islamofobia” e pochi altri, che sono rimasti però sommersi dalle continue accuse a livello personale tra i due candidati, le quali hanno decisamente abbassato il livello della discussione.

Simone Buzzi Reschini

Simone Buzzi Reschini

Nato a Varese, si laurea in Lettere Moderne a Milano e ora vive a Bologna dove frequenta la magistrale di Cinema, Televisione e Produzione multimediale. Appassionato ad arte di cinema, navigatore incallito e divoratore di serie TV.