Roger Waters porterà The Wall sotto il muro di Trump

Roger Waters, storico bassista e leader dei Pink Floyd, è da sempre molto attivo politicamente. L’artista è stato sicuramente uno di quelli che maggiormente hanno alzato la voce per criticare il nuovo presidente USA, Donald Trump.

Waters è un convinto antifascista, il cui nonno partigiano è morto in battaglia in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale. E ha sempre mostrato apertamente il suo disprezzo verso Trump, come in occasione della sua esibizione al Desert Trip. Quel giorno, mentre sul palco suonava Pigs dei Pink Floyd, sullo schermo scorrevano immagini che dipingevano Trump nei modi più crudeli e imbarazzanti possibili. Come se non bastasse, sullo sfondo scorrevano scritte del tipo «maiale, falso, ladro, xenofobo, razzista, bugiardo».

Gli “affronti” dell’ex Pink Floyd al Presidente degli Stati Uniti non sono finiti. Durante una conferenza al Victoria & Albert Museum, in occasione della mostra The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, lo stesso Roger Waters ha “sganciato la bomba”. Prima, si è parlato dell’ipotesi di una reunion dello storico gruppo britannico. Poi, Waters ha espresso la volontà di voler portare lo show The Wall sotto il muro al confine col Messico.

«The Wall è di grande attualità, soprattutto ora con Trump, le sue dichiarazioni sui muri e la sua capacità di creare la massima ostilità tra razze e religioni diverse. The Wall parla di come possa essere dannoso costruire mura sia a livello personale che a livelli più ampi».
Poi ha rincarato la dose: «Bisogna restare in allarme davanti a queste politiche di estrema destra. Le fogne sono colme di avidi uomini di potere e la musica deve esprimere una forma di protesta».

Queste le dichiarazioni scoppiettanti dell’artista. Roger Waters è pronto dunque a portare The Wall sotto il muro. Vedremo se Donald Trump raccoglierà la sfida, o se ci sarà la solita risposta del POTUS tramite un tweet.

 

Giorgio Di Leo

Giorgio Di Leo

Classe 1992, nato e cresciuto (ahimè!) nella provincia di Milano. Laureato in Scienze Politiche. Aspirante giornalista e amante del calcio e del basket, non posso che stravedere per Federico Buffa.