Rick DuFer e la divulgazione filosofica ai tempi di Youtube

Parlare di filosofia su Youtube? Sembra impossibile, ma non la pensa così Riccardo Del Ferro, in arte Rick DuFer, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere al Festival della Comunicazione di Camogli.

Riccardo è un ragazzo vicentino, divulgatore di filosofia e letteratura, educatore e insegnante di scrittura creativa e sceneggiatura. Ha fondato e dirige l’Accademia Orwell, una scuola di creatività e narrativa in provincia di Vicenza.

«La mia attività su Youtube è nata quasi per caso. Da anni parlavo di filosofia nei miei corsi di scrittura creativa e un giorno un amico mi ha detto di provare a mettere un video in cui ne parlavo su Youtube. Da lì ho incominciato a divertirmi giocando su questo canale».

Nell’aprile 2015 infatti apre due rubriche: Cogito Ergo Tube e FiloSoFarSoGood, in cui approfondisce sia la “storia della domanda” vera e propria, sia la cultura pop, ad esempio con video come “La pericolosa filosofia di Inside Out” o “La filosofia di Zoolander”. «Per me fare divulgazione su Youtube è come un gioco perché mi diverto tantissimo. Grazie al mio canale ho capito di poter parlare dei miei contenuti in modo creativo, partendo da un punto di vista alternativo».

 

rick du fer

 

Ma si sa, chi si espone online è spesso oggetto di critiche o di veri e propri attacchi da parte dei cosiddetti haters, la soluzione, ci dice Rick, è adottare lo stile Gianni Morandi: «sono personaggi bisognosi d’affetto, quello che posso fare è mandargli un abbraccio». Fortunatamente c’è anche una notevole componente di utenti che interagiscono in maniera positiva cercando di creare uno scambio di opinioni. «Una delle cose che più mi piacciono è che quando organizzo delle uscite con quelli che mi seguono sulla mia pagina non mi chiedono i selfie, ma discutiamo di filosofia».

Un problema per i personaggi che lavorano su Youtube è la viseità, il fatto di essere riconoscibile per il tuo viso è da un lato un fattore positivo, poiché coinvolge, ma quello che si rischia è un’affezione nei confronti del volto e non dei contenuti, si rischia l’idolatria.

«Ho iniziato ad appassionarmi alla filosofia all’età di 14 anni, quando presi dalla libreria di mio zio un libro di Nietzsche. Poi in università ho avuto l’incredibile fortuna di incontrare personaggi come Franco Volpi, da cui ho assorbito l’atteggiamento autoironico, e Fabio Grigenti, con cui mi sono poi laureato e con cui ho collaborato studiando Storia del Pensiero Scientifico».

Insomma, il bello di Youtube è la sua capacità di far pensare, di muovere le persone verso un confronto.

Riguardo alle recenti critiche a Youtube Italia la sua posizione è chiarissima: non puoi solo criticare senza proporre soluzioni o miglioramenti, «fare video troll non è certamente il modo migliore per utilizzare un mezzo utile e potenzialmente incredibile come Youtube».

«Ho sempre voluto fare divulgazione, poi ho scoperto anche la passione per il montaggio», così, piano piano, è passato da un set di ripresa minimale e spartano ad uno più complesso grazie ad un kit di luci “cinesissime” trovate online che subito gli ha dato una resa migliore e più professionale, «quando ho scoperto il green screen sono impazzito, mi diverto come un bambino!».

«Il mio consiglio è semplicemente di parlare di ciò che vi piace, parlate di ciò che vi fa alzare la mattina, non di ciò che va di moda. E non dimenticate, siate appassionati!».

 

Giorgia Prina

Giorgia Prina

Laureanda in Lettere moderne a Milano, cerca sempre nuovi modi per viaggiare e per conoscere il mondo. Sogna un futuro con lo zaino in spalla e una penna in mano.