Referendum costituzionale: la guerra dei social

Il 4 dicembre si voterà al referendum costituzionale.

Nella guerra fra il fronte del sì e il fronte del no si sono sprecati fiumi di parole e di inchiostro, specialmente quello digitale.

Sono stati i social network infatti il principale campo di battaglia dei due schieramenti, fra post, video live, tweet e ritweet.

Alcuni, francamente, alquanto imbarazzanti.

 

Alessandro “Dibba” DiBattista nel suo TreNoTour, con immancabile felpa e sorriso da boyscout:

 

Luigi Di Maio destreggia l’arte della tautologia. Per la lettura delle mail ci stiamo attrezzando:

 

Appare un Grillo selvatico che lancia accuse vaghe. Non è molto efficace?

 

Il Movimento 5 Stelle si affida al caro vecchio click baiting:

 

Matteo Salvini invece salta sul carro di Trump:

 

Dall’altra parte della barricata, l’onnipresente presidente del consiglio Matteo Renzi si impone sulle bacheche di tutti a colpi di live con i #MatteoRisponde:

 

E il comitato Basta un Sì ce ne mette del suo per invogliare a votare no.

Il ministro Maria Elena Boschi invece riempie la sua bacheca di fotografie sulla tourné per il Sì:

 

Macchina d’epoca e foto d’epoca per Angelino Alfano:

Flavia Irene Gatti

Flavia Irene Gatti

Nata fra i laghi bergamaschi. Cresciuta a pane e Guccini, libri e film. Mi laureo in Lettere moderne e nel frattempo scopro le serie tv. Vorrei viaggiare per scrivere e scrivere per viaggiare.