Piero Angela: «non sapevo di essere morto». La pseudo-informazione sul web

È numerosissimo il pubblico che accoglie Piero Angela per il suo intervento al Festival della Comunicazione di Camogli. Inizia smentendo la notizia della sua morte, fatta circolare in mattinata da adnkronos. «Non è la prima volta che mi capita, ma cade a proposito per introdurre le mie riflessioni di oggi». Sono infatti le false notizie ad occupare la prima parte del suo intervento.

«Parliamo ad esempio della pseudoscienza che circola in rete. Alcuni esempi sono anche divertenti, altri un po’ meno». Ricordate la profezia del 21 dicembre del 2012? Quella secondo la quale nella fatidica data sarebbe finito il mondo? Ha creato moltissimo allarmismo. «Non parliamo poi dei complotti: l’ultima è che Putin avrebbe inventato un ordigno per controllare le menti». Senza tralasciare le teorie più vecchie come l’AIDS arma dei governi per eliminare neri ed omosessuali o le scie chimiche degli aerei avvelenatrici delle ignare menti a terra.

«Gli alieni sono un po’ in ribasso, ma ogni tanto tornano», come i rettiliani in Inghilterra, secondo i quali la regina Elisabetta sarebbe in realtà un’entità aliena con l’obbiettivo di conquistare il mondo.

Altre teorie strampalate? «Ci sono gli zombie che vanno forte. Negli USA ci sono piani di evacuazione in caso di invasioni zombie. E in ultimo ci sono i personaggi famosi morti che in realtà sarebbero ancora vivi».

«Fino a questo punto la cosa può essere anche divertente, ma quando si guarda alla medicina la cosa si fa più seria. Ad esempio sono diffusissimi dei braccialetti di gomma per controbilanciare il magnetismo della persona. Oppure parlando delle diete un po’ strampalate una volta girava quella secondo la quale bisognava ritornare all’alimentazione dell’uomo preistorico: no latticino, no cereali, solo carne e bacche».

Come non parlare della questione dei vaccini? «In Italia la situazione a questo punto sta diventando critica perché il gregge di persone vaccinate sta scendendo sotto la soglia di sicurezza». Ma perché? C’è una sfiducia nella medicina, nelle multinazionali del farmaco, come un pensiero magico costante. «Io per aver denunciato l’infondatezza totale dell’omeopatia sono stato denunciato dall’istituzione dei medici omeopatici italiani e una delle accuse che mi sono state rivolte è che nella mia inchiesta non avevo fatto parlare proprio i medici omeopatici. Ma sostenni allora, e ci tengo a ribadire anche oggi, che nella scienza non c’è par condicio, la scienza non è democratica!».

La politica è evidentemente importantissima per sviluppare il processo di arricchimento. In Italia non si premia e non si punisce più nessuno e anche nell’informazione quello che conta ormai è l’emotività, il fatto scioccante, perché la nostra mente ha bisogno di emozionarsi anche nell’informazione. «Quando sento parlare di scuola rifletto sempre sul fatto che nelle nostre scuole si insegnano materie scientifiche, ma non il metodo scientifico».

L’arrivo del web ha cambiato le cose in meglio e in peggio. La rete è diventata la caverna di Ali Baba, ci si trova tutto. Ma c’è un problema: è tutto gratis. «I blog scientifica non ricevono soldi, se non attraverso la pubblicità che però richiede visualizzazioni». In televisione e sui giornali si può fare informazione scientifica e in qualche modo tutti possono vederla, sul web invece la notizia devi andartela a cercare ed è per questo che sarà più difficile fare informazione per il grande pubblico.

«Bisogna che il pubblico a casa non accenda solo il televisore ma accenda anche il cervello».

Giorgia Prina

Giorgia Prina

Laureanda in Lettere moderne a Milano, cerca sempre nuovi modi per viaggiare e per conoscere il mondo. Sogna un futuro con lo zaino in spalla e una penna in mano.