Paolo Giordano – 5 punti sulla narrazione ai tempi del web

Sotto il sole cocente della tarda estate ligure, sale sul palco Paolo Giordano, scrittore, vincitore di un premio Strega al suo esordio.

Il suo intervento, fortemente voluto dal direttore Danco Singer, ha come tema “la narrazione ai tempi del web”.

Per raccontarci il suo punto di vista ha deciso di dividere il suo intervento in 5 capitoli chiave:

1- Pokemon Go

L’arrivo e l’affermarsi dell’app che ha battuto tutti i record di download, ci fa ragionare su quanto il telefono sia ormai sempre più griglia intermedia tra noi e quello che esiste esternamente: la realtà che ci circonda.

2- L’odore della carta

Nascosta dietro questa espressione leziosa c’è la forte differenza che caratterizza il mondo del libro fisico da quello digitale, poiché a quest’ultimo manca la componente tattile dell’esperienza di lettura, considerando che si  legge tanto con la mente quanto con il corpo. Se si pensa all’ultimo libro letto, non solo si ricorda di cosa parla il libro ma la sensazione tattile che lascia tra le mani, il peso, la quarta di copertina, il risvolto ed addirittura la sua collocazione attuale nella nostra libreria.

Il mercato degli e-reader, che nei primi anni della sua vita ha visto in un brevissimo periodo un aumento delle vendite del 1200%, (trend che sembrava portare alla fine del libro cartaceo), ha subito negli ultimi anni uno stabilizzarsi della sua quota di mercato editoriale intorno al 20% del totale (negli Stati Uniti).

Per cui, pericolo scongiurato!

3-Hyperscrittori

Ogni scrittore di oggi pensa a come cavarsela in questo mondo ipertecnologicizzato in cui tutti, volenti o nolenti, hanno internet sempre aperto che fa da sfondo alle loro attività. Ma gli stessi scrittori hanno una grande difficoltà nel raccontare la tecnologia contemporanea nei loro romanzi e ci si ritrova come ai tempi di Pirandello che ignorava il neonato telefono in favore di un morente telegrafo probabilmente visto come una piccola ancora di salvezza in opposizione a quella tecnologia che stava cambiando il mondo.

Tendenzialmente «siamo troppo vecchi per raccontare cosa succede nel presente, possiamo usare i mezzi ma non saperne parlare, la letteratura si basa su mondi perduti piuttosto che su mondi realizzati».

Un gioco mentale potrebbe essere quello di attualizzare i classici della letteratura, per cui una Mrs. Dalloway non sarebbe mai uscita a comprare dei fiori, li avrebbe ordinati con l’app di interflora e adesso sarebbe molto più tranquilla.

-4 L’estinzione

Gli scrittori, sempre meno pagati [ride guardando Singer, «i festival in Italia non pagano!»], per mantenere la loro identità e per sopravvivere come entità rispettabili devono essere strenuamente presenti sui social, condizione che può essere fortemente problematica per alcuni di loro.

Ogni scrittore  finisce per invidiare quegli autori che scelgono di non mostrarsi e di non sottostare alle pressioni mediatiche; atteggiamento in parte sbagliato nei confronti del proprio pubblico, ma molto spesso più onesto nei confronti del proprio io.

-6 La cura

Senza dilungarsi troppo, la soluzione è una sola: o qualche compressa di xanax o accontentarsi delle parole di David Foster Wallace «chi vuol fare narrativa nella nostra cultura sta proprio nella merda».

* I punti sono 5, la numerazione è sfuggita allo scrittore laureato in Fisica. Ma si sa, il 5 è numero primo e per lui sono sempre un po’ sfuggenti.

Primo Vanadia

Nato a Palermo, appena finito il liceo si trasferisce a Milano, laureato in comunicazione e pubblicità. Fotografo, content media manager ed aspirante giornalista. Fonda Arte Rivista nel 2014 e The Query nel 2016, qualcosa sta cambiando.