Marco Del Mastro e “Le teorie squinternate” – Festival della Comunicazione

Al Festival della Comunicazione oggi Marco Del Mastro, fisico italiano e blogger, ci parla di “teorie squinternate”. Lo scienziato italiano lavora al CERN e ha fatto parte dell’esperimento ATLAS, con il quale è stata confermata l’esistenza del Bosone di Higgs.

Marco inizia raccontandoci l’invenzione del World Wide Web ad opera di Tim Berners-Lee (oggi Ser e pure stupito della dilagante presenza di gatti su internet), luogo dove oggi si possono trovare molte teorie poco raccomandabili ma non solo: Marco ci ha anche mostrato il primo sito web mai esistito, guarda caso proprio del CERN (recentemente di nuovo on line).

Ma il web non è pieno solo di Gatti e animali pucciosi, ma anche di scienza! Ma tutti i siti che ne parlano sono affidabili? Ovviamente no! Allora come distinguere un’informazione affidabile da una falsa? È un problema comune anche tra gli stessi scienziati, che devono spesso valutare i contenuti dei loro colleghi cercando di capire quali teorie sono valide e quali no.

Molti studiosi chiedono ai loro colleghi (in modo più o meno gentile) di avere un parere sulle loro teorie, spesso pubblicizzate su dei siti. Per cercare di filtrare le teorie plausibili da quelle poco credibili è nato l’ironico Indice delle teorie squinternate (The Crackpot Index), creato dal fisico matematico John Baez.

Nell’indice sono indicati, punto per punto, una serie di elementi che si potrebbero trovare all’interno di una teoria: ad ognuno di essi è associato un punteggio e, secondo Marco, se la teoria fa un punteggio superiore a 20 inizia a essere un po’ stramba.

Una caratteristica comune alle teorie bislacche è che gli autori spesso si paragonano a grandi scienziati come Einstein, ma affermano anche di aver trovato degli enormi errori nelle loro teorie. C’è anche chi osa di più: afferma che la teoria (bislacca) appena formulata sarebbe stata sicuramente condivisa dal genio tedesco se fosse ancora vivo.

Un altro errore che possono contenere alcune di queste formulazioni strampalate è l’assenza di predizioni concrete e verificabili: la scienza si basa sul metodo sperimentale e su misurazioni, per confermare che la teoria sia giusta. Come si fa a dimostrare un’idea rivoluzionaria che non può essere verificata sul campo? Semplice, non si può, e se non è dimostrabile non vale la pena prenderla in considerazione.

Marco porta anche un esempio concreto di teorie non credibili, prendendo ad esempio molti lavori di Massimo Corbucci, ma chi è costui? Un signore laureato in fisica e che si occupa anche di medicina, che fa spesso «predizioni a posteriori» (comodo predire l’esistenza di qualcosa dopo che è stata scoperta). Marco Sottolinea anche il complottismo di molti, presente anche nei lavori di Corbucci, spiegando che c’è chi attacca «l’establishement scientifico», reo di essere impegnato in una «cospirazione» che nasconde la verità. Anche questo punto è presente nell’Indice delle teorie squinternate e vale almeno 40 punti!

C’è anche chi ha studiato la distribuzione di contenuti scientifici e pseudoscientifici e di come le persone interagiscano con essi (qui l’articolo in inglese degli studiosi che hanno affrontato l’argomento). Il risultato? Chi è di tendenze complottiste prediligerà sempre contenuti complottisti rispetto a quelli scientifici e verificati e dialogherà sempre con chi la pensa in maniera simile.

Come si fa allora a diventare un buon fisico? Marco consiglia di leggere la guida di Gerardus ‘t Hooft (premio nobel per la fisica nel 1999) su come diventare un buon fisico (ne ha scritta anche una su come esserne uno pessimo).

Secondo Marco, per essere un buon scienziato e divulgatore scientifico bisogna sicuramente aprire un dialogo personale e stare attenti ai dettagli per evitare di essere fraintesi. La scienza è molto complessa e a volte insidiosa, per questo è importantissimo saper comunicare, tra scienziati e non solo.

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.