La Grande Barriera Corallina è praticamente morta

È questo il risultato di uno studio choc pubblicato sulla rivista Naturela Grande Barriera Corallina è morta.

Nature è una delle riviste più importanti nell’ambito della comunità scientifica. Probabilmente quella con maggior prestigio, e stavolta lancia un allarme preoccupante.
Nello studio pubblicato nei giorni scorsi si legge infatti che «proteggere le barriere dalla pesca e migliorare la qualità dell’acqua, non previene lo sbiancamento del corallo quando si verificano importanti aumenti della temperatura degli oceani».

Dunque, la Grande Barriera Corallina australiana è praticamente morta. Nel 2016, ha subito uno sbiancamento senza precedenti, a causa dell’aumento di temperatura delle acque di ben 4 gradi. Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno distruttivo che colpisce le barriere coralline quando l’ecosistema della barriera viene alterato.

Purtroppo è un fenomeno molto esteso: si stima che circa il 90% dei coralli della Barriera Corallina australiana abbia subito il fenomeno dello sbiancamento. Al Nord, circa due terzi dei coralli sono scomparsi.

La causa è ovviamente identificata nel riscaldamento globale. Riscaldamento globale che non è una minaccia futura, come spesso siamo soliti pensare, ma è molto più attuale di quanto si creda. Ad esempio, la stessa Grande Barriera Corallina è messa in pericolo dal riscaldamento delle acque da ben 18 anni, come affermato sulle pagine del New York Times da Terry Hughes.

Ora la palla passa alle Nazioni Uniti. La Grande Barriera Corallina, infatti, rischia di perdere il suo status di patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta inoltre di una delle principali attrazioni turistiche dell’Australia. Per il paese dei canguri, è una fonte di reddito che genera circa 3,9 miliardi di dollari ogni anno. L’unica scelta che ormai resta da fare è quella di classificare o meno come “in pericolo” la Grande Barriera Corallina.

Giorgio Di Leo

Giorgio Di Leo

Classe 1992, nato e cresciuto (ahimè!) nella provincia di Milano. Laureato in Scienze Politiche. Aspirante giornalista e amante del calcio e del basket, non posso che stravedere per Federico Buffa.