La cucina? Passione, talento e comunicazione. Parola di chef Barbieri – Festival della Comunicazione

Nessuno l’avrebbe mai detto, ma anche Bruno Barbieri, il temutissimo giudice del programma targato Sky “MasterChef”, ha un cuore. E lo mette nella cucina, raccontando la sua esperienza di chef comunicatore al Festival della Comunicazione di Camogli. La relazione tra cucina e comunicazione è, infatti, un matrimonio molto fertile: di cucina oggi si parla in tv e sul web (qui, infatti, è la terza ricerca più effettuata dagli utenti dopo sport e porno) e allo stesso tempo è un potente mezzo di comunicazione di cultura, tradizione ma anche di stato d’animo dello stesso chef.

“Finalmente qualcuno si è accorto di noi – scherza Barbieri alla Terrazza della Comunicazione – ma prima non era così: ricordo che nel 1979, quando dissi a mia mamma che avrei voluto fare il cuoco, tutta la mia famiglia mi rispose che ero matto. Eppure in Francia era già un mestiere importante, riconosciuto e ben retribuito. Poi a un certo punto è arrivato il web e, con lui, un mondo di utenti e di chef che hanno segnato un momento molto importante anche per l’Italia. Ma non bastava, e i cuochi hanno così iniziato ad andare in tv e da lì è scoppiato un vero e proprio movimento che ha segnato anche un grande caso di cui hanno scritto tutti giornalisti.

Noi, dal canto nostro, abbiamo colto l’occasione raccontando la storia del Paese e di tanti piccoli produttori che in diverse parti d’Italia fanno cose bellissime e che tutto il mondo invidia”. Ma, a detta di Barbieri, gli chef non avrebbero tutto questo successo se alle loro spalle non ci fosse un team appropriato che si occupa di comunicazione: “Anni fa – prosegue Barbieri – ho aperto un brand a Londra in zona molto glam e ha pensato “Ok, ora vado a Londra, faccio da mangiare, organizzo la logistica da Milano e raggiungo in fretta il successo”. Coi miei soci decido dunque di prendere lo studio di comunicazione di Gordon Ramsey (e che costi!), facciamo una riunione nel cuore di Londra e incontriamo cinque persone che si sarebbero occupate della comunicazione: cinque ragazzi, di cui il più grade avrà avuto 30 anni. I cinque mi lasciano parlare per ore e alla fine sentenziano: “potrà anche essere il più bravo chef del mondo, ma si ricordi che non raggiunger mai certi livelli senza i giusti addetti alla comunicazione”. Ecco, comunicare è importantissimo.

Clara Amodeo

Clara Amodeo

Milanese classe 1989, si diploma al liceo classico G. Parini di Milano per poi conseguire la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali (2012) e la laurea magistrale in Storia e Critica dell’Arte (2014). Pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 2010, ha collaborato con diversi giornali, cartacei e online, di Milano e Provincia. Ha un blog sulla street art (www.anotherscratchinthewall.wordpress.com). Ama viaggiare e tenere un diario di bordo.