Jill Stein, la candidata USA di cui nessuno parla

Dopo la conferma che Donald Trump sarà il candidato repubblicano alle presidenziali USA 2016, sembra che la sfida per raggiungere la Casa Bianca sia tra l’imprenditore newyorkese e Hillary Clinton, che ha vinto la candidatura democratica contro Bernie Sanders.

Molti democratici che parteggiavano per il senatore, che solo pochi giorni fa ha dato ufficialmente il suo appoggio all’ex Segretario di Stato, si sono trovati disorientati e indecisi su chi votare, non fidandosi delle proposte politiche della Clinton (che il nuovo Foreign Secretary britannico aveva definito in tempi non sospetti “a sadistic nurse in a mental hospital” e “lady Macbeth” – ma questo meriterebbe un discorso a parte).

Ecco spuntare allora un terzo candidato, di cui i media, specialmente quelli italiani, non parlano spesso e che unisce le politiche più socialiste di Sanders e -udite udite- il sesso della Clinton: Jill Stein.

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Ebbene sì, la terza candidata più in voga per le presidenziali USA 2016 è una donna ed è il leader del Partito Verde, il che a dire il vero non dà molte speranze per la vittoria.

Nata a Chicago nel 1950, di religione ebraica, è medico laureato a Harvard e ambientalista convinta.

In realtà è la seconda volta che è candidata alle presidenziali: nel 2012 correva per la Casa Bianca sempre come leader del Green Party.

Dal suo sito si legge che “Americans deserve real solutions for the economic, social and environmental crises we face. But the broken political system is only making things worse. It’s time to build a people’s movement to end unemployment and poverty; avert climate catastrophe; build a sustainable, just economy; and recognize the dignity and human rights of every person. The power to create this new world is not in our hopes; it’s not in our dreams — it’s in our hands“.

Tutto molto bello e molto demagogico, purtroppo.

Un po’ come il suo programma elettorale: tra i punti principali c’è la cancellazione del debito studentesco, eliminare la disoccupazione, fermare la crisi climatica, introdurre la sanità pubblica gratuita, creare un percorso di ottenimento della cittadinanza più semplice, ridurre l’affollamento delle carceri e creare una politica estera basata su leggi internazionali e diritti umani.

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Per chi voteranno gli americani? Per il bieco populismo di Trump, la glaciale pragmaticità della Clinton o gli ideali onesti e romantici della Stein?

Flavia Irene Gatti

Flavia Irene Gatti

Nata fra i laghi bergamaschi. Cresciuta a pane e Guccini, libri e film. Mi laureo in Lettere moderne e nel frattempo scopro le serie tv. Vorrei viaggiare per scrivere e scrivere per viaggiare.