Finali orrendi e dove trovarli

Questo è uno sfogo di due fan molto molto deluse, quindi siate pronti ad un post ad alto contenuto di spoiler e imprecazioni.

Noi vi abbiamo avvisato. Del resto è passata più di una settimana da quando gli episodi sono usciti su Netflix, c’è davvero qualcuno al mondo che ancora non li ha visti?

 

BEATRICE COIS

immagine

Amy Sherman-Palladino, Daniel Palladino, se questo era un test per saggiare la nostra pazienza e fedeltà sappiate che avete oltrepassato il limite. Gilmore girls: a year in the life, una serie attesa con smania assurda da milioni di persone per oltre un anno, con la promessa di un finale degno per le ragazze Gilmore (leggasi Rory). Team Dean, Team Jess o Team Logan? Avete fatto esprimere anche il cast sulla questione. Noi ci sorbiamo ben 4 ore e mezzo di episodi abbastanza noiosi e sottotono; ci sorbiamo 15 minuti del musical di Taylor (sadismo allo stato puro); ci sorbiamo una Lorelai perennemente imbronciata e insoddisfatta, il perché però non lo sa nemmeno lei; ci sorbiamo Rory, che da piccolo genio è diventata un’inetta assoluta. Sopportiamo tutto questo nell’attesa dell’episodio “Autunno”, dove speriamo di vedere Lorelai uscire dalla sua crisi mistica e Rory rinsavire e riprendere in mano la sua vita, magari trovando finalmente la giusta strada professionale e sentimentale. Insomma, non chiedevamo tanto, giusto uno straccio di lieto fine.

E invece…

Cosa avete fatto a Rory? Ha 32 anni e non sa cosa vuole fare da grande, ma quel che è peggio è che non si sforza minimamente di capirlo. L’unico spunto lavorativo interessante non arriva da lei, l’idea gliela suggerisce generosamente Jess, ossia uno dei pochi personaggi decenti di questo revival.

Sentimentalmente è alla deriva. Durante questi 9 anni ha continuato a mantenere una relazione malsana e intermittente con Logan, che aveva rifiutato di sposare alla fine della settima stagione. L’idea è vedersi e sentirsi solo quando lei va a Londra, ma è incapace di attuarla perché lo cerca anche quando a Londra non è. La situazione la fa soffrire, ma è incapace di chiuderla. Nonostante Rory sia un disastro su tutti i fronti, c’è qualcuno che ancora evidentemente la ama, Jess, ma non sia mai che lei se ne accorga o se ne curi. Nel suo universo esiste solo Logan e talvolta un fidanzato di cui si dimentica pure il nome. Ah già, e uno sconosciuto vestito da Chewbecca con cui va a letto. Chiaramente rimane incinta, presumibilmente di uno di questi tre elementi, ma potremmo non averne mai la certezza, perché le ultimissime parole della serie sono “mamma, sono incinta”. Grazie.

Cari coniungi Palladino, questa stagione revival doveva servire a mettere una pezza sulle ultime due stagioni. E invece siete riusciti nell’impresa impossibile: fare peggio. Davvero. Ho già dovuto sopportare Glee dopo la morte di Cory Monteith (e del suo Finn Hudson) e il finale di How I met your mother, che in confronto tutte le morti di Game of Thrones sono una passeggiata di salute. Di soffrire ad interim anche per una Rory totalmente snaturata e disastrata non avevo bisogno.

 

JESSICA POMPILI

15327793_10209527000749988_780189698_n

Quando la Palladino ha annunciato che avrebbe lavorato al finale della seconda serie tv più importante della mia adolescenza ero anche io in piedi sul divano a urlare come al goal decisivo di Germania 2006.
La cosa mi sembrava tanto bella quanto irreale e devo dire che mai come allora ho benedetto Netflix e tutta la sua grana. I finali epici dei telefilm epici mi hanno sempre emozionato, e francamente senza il discorso di Jen Lindley sulla vita, l’universo e tutto il resto e la riflessione di Dawson sulle anime gemelle sfortunate non avrei saputo muovere un passo nell’età adulta.

Ero contenta del ritorno della Palladino per due motivi, dunque: il suddetto atteso finale ma anche un’aggiustatina al povero personaggio di Rory, quantomai snaturato nelle ultime serie non più firmate dalla sceneggiatrice originale. Rory Gilmore, come Joey Potter prima di lei ha sempre incontrato il mio tifo più sfrenato. Come le adolescenti bellissime hanno i loro fascinosi personaggi totem alla Marissa Cooper e Serena van der Woodsen, anche le secchie-nerd come me hanno i loro. Personaggi appassionati di serie tv, cinema e libri. Riservate ma capaci, con ambizioni fuori dalla loro portata ma sempre tanta voglia di provarci.

Ecco, ora io non so di preciso quale furia omicida sia scattata nella penna di chi ha messo mano al copione, né il motivo di un tale accanimento nei confronti di un personaggio innocuo. Forse una volta Amy Sherman Palladino aveva una migliore amica di nome Rory che in seguito l’ha mollata portandole via il marito, il gatto e buona parte dell’argenteria? Possibile, non lo sapremo mai. Quello che sappiamo invece è che dopo 360 minuti di telefilm il personaggio di Rory ne esce così irrimediabilmente ammaccato che persino Rocky Balboa le avrebbe detto “senti, molla”.

Amy Sherman Palladino si mette evidentemente di impegno per sfatare il mito che una ragazza bella è per forza scema, troia, o stronza. No: può anche essere tutte e quattro insieme, in quel capolavoro di inettitudine che è diventato il personaggio di Rory Gilmore. I tempi della Chilton sono lontani, Rory è semplicemente irriconoscibile! Il giornalismo non le interessa più, o forse sì ma solo ai massimi livelli del tipo direttrice del Washington Post oppure niente (e quindi, prevedibilmente, niente). Trovare un altro lavoro boh, sarebbe anche una cosa carina ma poi alla fine chissene, specie perché siamo troppo impegnate a darla via in sconto stile svendite al Black Friday.

Sul fronte uomini, invece, i grandi manzi del passato hanno preso il volo e si preannuncia carestia. Dean si è rifatto una vita, Logan se la ripassa volentieri ma solo di nascosto nelle camere d’albergo, Jess c’è ma accorgersi di lui sembra un po’ una poverata e quindi niente. Certo, c’è Paul naturalmente, il fidanzato sfigato da cornificare e deridere con gli amici in una noiosissima spirale di gag nonsense visto che l’unico personaggio sfigato della storia è proprio Rory.

La favola finisce con il più classico dei “sono incinta”, e non sappiamo neanche se di Logan o di uno sconosciuto rimorchiato (letteralmente) per strada. Morale: Bridget Jones. Abbiamo aspettato 10 anni per avere indietro Bridget Jones. Insomma, che pasticcio Palladino! Grazie davvero, ma la prossima volta non scomodarti.

Beatrice Cois

Beatrice Cois

Nata a Cagliari, si trasferisce a Milano per seguire il suo amore per il cinema, la televisione e la scrittura. Qui si laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e si iscrive alla magistrale in Editoria, Comunicazione e Moda. In cerca della sua strada.