Fenomenologia dei gattini sulla rete

Ogni volta che si va su Internet in cerca di svago, specie su Facebook, si corre il rischio di imbattersi in qualcosa che alcuni di noi amano alla follia, ma che altri odiano: immagini e video di gattini.

Ovunque.

Foto, filmati e meme felini sono ormai una costante di Internet e dei social: ma come hanno fatto a conquistare il web?

 

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Perché amiamo i gatti

La passione per i felini non è una moda recente, come fa notare Miles Orvell, docente di Storia della Cultura Visiva alla Temple University di Philadelphia, che sostiene che i gatti facciano parte della nostra cultura da moltissimo tempo e che Internet abbia solo reso più diffusa una nostra atavica passione, dandole maggior visibilità. Millenni addietro gli egizi avevano già reso i gatti animali degni di venerazione!

Ma perché la loro vista ci attrae in maniera quasi istintiva?

Michael Newall, professore di Filosofia dell’Arte presso l’Università del Kent, sostiene che questa forma di simpatia potrebbe essere legata alla somiglianza con i bambini, coi quali i gatti hanno dei tratti in comune: occhi grandi e naso un po’ schiacciato. Questi elementi farebbero sviluppare nei loro confronti gli stessi istinti che si hanno nei confronti dei bambini.

 

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C’è però chi ha una posizione del tutto opposta, come il già citato Orvell, che sostiene invece che questa empatia abbia origine dalla assoluta diversità che ci separa dai gatti: il loro modo di essere riservati e in grado di fare cose per noi impossibili – come saltare da grandi altezze e arrampicarsi in posti irraggiungibili – li rende affascinanti e ci spinge anche a cercare di colmare questa distanza percepita, magari avvicinandoci a loro o passando ore a guardarli.

Orvell sottolinea un ulteriore elemento che non contrasta con l’analisi di Newall: a differenza dei cani, i gatti non sono solo predatori ma anche prede, cosa che conferisce loro una vulnerabilità che ci porta a sviluppare una specie di istinto protettivo nei loro confronti.

Proprio l’istinto primordiale ci connette ai felini, secondo Giuseppe Liuzzo, docente di Branding allo Ied di Milano e youtuber noto con lo pseudonimo di Bob. I gattini, così come i bambini, sono un simbolo di tenerezza, cuccioli da accudire, ma per certi aspetti rappresentano anche il “male”: secondo Liuzzo, che concorda con la tesi di Newall, la chiave di questa empatia è rivedere in loro dei comportamenti umani e meravigliarsi nel farlo, senza chiedersi il perché.

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Come mai sono così diffusi su Internet

C’è anche un’ulteriore teoria che giustificherebbe questa presenza costante dei gatti sul web: a differenza dei padroni dei cani, che, costretti a portare fuori l’animale, creano una comunità con gli altri padroni di cani, i padroni dei gatti non hanno motivi che li portino a frequentare necessariamente altri loro simili, e trovano su Internet quella comunità che gli altri trovano nelle aree attrezzate per i cani. L’autore di questa teoria è Steve Dale, giornalista americano e appassionato di felini.

Mieshelle Nagelschneider, autrice del libro Cat Whisperer, sulla scia di Dale ha aggiunto che i padroni di gatti da lungo tempo hanno la sensazione di non godere dello stesso rispetto dei padroni di cani, perciò il web sarebbe il luogo ideale dove fare sentire la propria voce e per mettersi in contatto con altri fan dei felini.

In Italia l’Eurispes (un ente privato che si occupa di studi politici, economici e sociali) stima che oltre 10 milioni italiani maggiorenni abbiano in casa uno o più cani, mentre superano i 7 milioni i possessori di gatti: una minoranza che ha ritagliato il suo spazio in rete.

 

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Ma c’è di più: anche l’economia, oltre la simpatia nei confronti dei gatti, facilita la diffusione di contenuti che li riguardano. Su un articolo apparso su Wired è presente un’interessante analisi, che spiega come mai i contenuti più economici siano i più diffusi. Il ragionamento parte dal teorema di A. Alchian e W.R. Allen, due noti economisti statunitensi, che afferma:

«Se su due beni viene a gravare un’imposta a somma fissa o un costo fisso aggiuntivo (per es., un incremento del costo di trasporto), il teorema mostra che ciò renderà relativamente più conveniente per il consumatore l’acquisto del bene di qualità più elevata.Sulla base di tale teorema ci si dovrà aspettare, che all’estero, dati i costi di trasporto, la domanda si rivolga ai vini italiani di maggior pregio»

Come si applica questo teorema ai gatti e il web? Molto semplice: Internet elimina i costi di trasporto dell’informazione, quindi i contenuti di bassa qualità (come lo sono i gattini) rimarranno quelli meno costosi mentre le idee di alta qualità (come un video molto elaborato, un articolo molto lungo) hanno un prezzo maggiore e minor diffusione.

Ma forse la ragione non è una sola, bisogna considerare tutti i fattori sopra elencanti, il cui risultato non può che portare al dominio incontrastato dei gatti sul web e suoi social.

Con buona pace degli amanti dei cani, che continueranno a incontrarsi al parco con il freddo e con la pioggia.

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.

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