Durata e umanità: la ricetta di Oscar Farinetti per un futuro migliore – Festival della Comunicazione

Diceva spesso il poeta Tonino Guerra che nella vita l’uomo è tenuto a camminare in avanti verso il proprio futuro, ma è buona cosa che ogni tanto butti l’occhio verso la strada che ha lasciato dietro di sé perché non si va da nessuna parte se non si conosce il proprio passato. Lo sa bene Oscar Farinetti, imprenditore patron di Eataly e pupillo dello stesso poeta romagnolo, che al Festival della Comunicazione di Camogli ha raccontato una personale visione della storia dell’evoluzione umana per trovare soluzioni e proposte per un’imprenditoria moderna.

L’ha fatto “alla Farinetti”, ossia imbracciando carta e pennarello e segnando i luoghi del mondo in cui sono avvenute le grandi scoperte che hanno rivoluzionato la vita umana. “Tutto parte da qui – dice il patron di Eataly puntando il pennarello in un posto non ben precisato tra Uganda, Kenya ed Etiopia – dove la prima scoperta importantissima è stata quella del fuoco. Poi c’è la Mesopotamia, dove nasce l’agricoltura, poi Roma che porta in Occidente il potere militare e l’arte, poi, 500 anni fa, a nord di Roma nasce il Rinascimento con la sua fiducia e l’uomo al centro di tutto, poi ancora a metà dell’800 la rivoluzione industriale, che porta con sé la società dei consumi e il modello sociale in cui viviamo oggi, poi nella seconda metà del Novecento il nord Europa fa conoscere a chi li chiamava “barbari” il concetto di coscienza civica. E poi arriviamo a oggi, nella Silycon Valley e nell’era di Internet”.

Un’escalation di scoperte frutto di perseveranza e acume che però non è stato immune dagli errori: questi ultimi sono, secondo Farinetti, il problema da risolvere oggi con lo strumento del web. “Ruttometri e webeti non mancano – dice l’imprenditore – perché al centro di tutto mettiamo noi stessi e il nostro personale godimento. Ma è proprio qui che deve avvenire l’inversione di tendenza, mutando e migliorando i nostri obiettivi in vista del futuro:  questi ultimi devono infatti essere la durata, ossia allontanare il più possibile la fine del mondo e di noi stessi attraverso un nuovo rapporto con terra, aria e acqua per aumentare il benessere e quindi il capitale, e l’uomo, inteso come umanità intera. In tutto questo processo la tecnologia e le nuove comunicazione ci daranno una grande mano, ma solo se saremo in grado di sfruttarle nel modo migliore e secondo le loro reali potenzialità”.

Clara Amodeo

Clara Amodeo

Milanese classe 1989, si diploma al liceo classico G. Parini di Milano per poi conseguire la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali (2012) e la laurea magistrale in Storia e Critica dell’Arte (2014). Pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 2010, ha collaborato con diversi giornali, cartacei e online, di Milano e Provincia. Ha un blog sulla street art (www.anotherscratchinthewall.wordpress.com). Ama viaggiare e tenere un diario di bordo.