Cosa prevede l’accordo tra Google e Fieg?

Raggiunto uno storico accordo tra Google e Fieg: il motore di ricerca stanzierà 12 milioni di euro in tre anni, cifra che potrebbe anche aumentare fino a 40 milioni di euro.

La Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) e Google hanno siglato un accordo di collaborazione, per la promozione di «un approccio innovativo per la stampa italiana nell’era digitale». Questa nuova intesa potrebbe portare notevoli vantaggi agli editori italiani online.

L’accordo di cooperazione (annunciato qui) prevede che vengano riconosciute «l’importanza del diritto d’autore e la valorizzazione dei contenuti editoriali con l’utilizzo, attraverso revenue share, della soluzione di distribuzione mobile Google Play Newsstand e della piattaforma video YouTube».

Cosa vuol dire revenue sharing? Si tratta di una pratica che consiste nel pagare gli articolisti destinandogli una percentuale delle entrate della pubblicità, in modo diretto: per essere pagati occorre solo posizionare il personale codice AdSense (o un sistema di pubblicità analogo) all’interno del proprio articolo. Gli introiti sono legati quindi al successo del singolo pezzo, perciò ogni articolista guadagna di più se scrive bene.

Tornando al sopracitato accordo tra Fieg e Google, esso avrà una durata di tre anni, durante i quali l’azienda statunitense stanzierà 12 milioni di euro, come investimento iniziale. Gli associati alla Fieg potranno così accedere a strumenti e formazione su diverse aree strategiche, come ad esempio:

  1. Distribuzione dei contenuti su dispositivi mobili attraverso Google Play Newsstand;
  2. Utilizzo avanzato degli strumenti Google Analytics;
  3. Sviluppo di una nuova strategia video attraverso YouTube;
  4. Azione congiunta per la protezione dei contenuti online, a tutela del copyright dell’editore, attraverso gli strumenti messi a disposizione da Google;
  5. Creazione di un Digital Lab@Fieg, per trasferimento e condivisione di knowhow.

Da sottolineare che l’accordo riconosce «l’importanza per gli editori di disporre ed utilizzare informazioni di valore strategico sul percorso degli utenti che navigano sui loro prodotti digitali, attraverso l’uso avanzato degli strumenti Google Analytics», strumenti che potrebbero aiutare parecchio nel lavoro in rete i giornalisti. I dati raccolti sono ormai essenziali nelle redazioni odierne e sono usati per illustrare come i lettori accedono alle notizie, a che ora e in che modo, etc. I giornalisti e gli editor possono usare queste informazioni, ad esempio, per scoprire quali articoli vengono letti di più, quali maggiormente condivisi, fino a scoprire le preferenze politiche dei loro lettori.

 

Google_Analytics_2014

 

Gli editori trarranno indubbiamente dei vantaggi da questa nuova intesa, soprattutto in quattro settori cruciali:

  1. Mobile e video;
  2. Analytics;
  3. Strumenti di tutela del diritto d’autore;
  4. Formazione.

Il presidente della Fieg Maurizio Costa, dopo la firma dell’accordo, ha spiegato meglio i costi dell’operazione che, in caso di adesione massiccia dei vari editori, potrebbe portare anche «circa 40 milioni di euro al terzo anno».

Potrebbe essere una svolta per il mondo dell’editoria italiana e una mossa saggia da parte di Google per proteggere i suoi affari con gli editori in Europa, dopo le polemiche in Francia, Germania e la chiusura di Google News in Spagna.

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.