Il braciere di Rio è spento, cala il sipario sulle Paralimpiadi

Si è conclusa ieri, 18 Settembre, la quindicesima edizione delle Paralimpiadi. I Giochi si sono svolti a Rio de Janeiro a partire dal 7 Settembre, e hanno visto il trionfo della Cina nel medagliere. Con un numero complessivo di 239 medaglie, di cui ben 107 medaglie d’oro, la nazionale asiatica si è ripetuta, dopo aver dominato il medagliere anche nella precedente edizione dei giochi, a Londra nel 2012.

Al secondo posto si è classificata la Gran Bretagna, con 147 medaglie, 64 del metallo più pregiato. Ma la vera sorpresa è stata l’Ucraina, terza nel medagliere, con 117 medaglie totali e ben 41 d’oro; l’impresa della nazionale dell’est è doppia in quanto, oltre ad essersi migliorata grandemente rispetto a Londra 2012 (117 medaglie contro 84 della precedente edizione), ha tenuto dietro nella classifica finale un colosso come gli USA. Gli Americani hanno chiuso quarti, con 115 medaglie e un oro in meno (40) rispetto all’Ucraina.

Grandissima prova anche della nazionale italiana!
La spedizione azzurra ha chiuso al nono posto del medagliere, e dopo 44 anni è riuscita nell’impresa di rientrare nelle prime dieci posizioni. Rispetto a quattro anni fa l’Italia ha vinto undici medaglie in più: il fatto che numerose di queste siano arrivate da atleti giovani e ancora molto promettenti, come la schermitrice Beatrice “Bebe” Vio, è un buon segnale in vista delle prossime Paralimpiadi di Tokyo. Grande successo è arrivato per l’Italia specialmente dal nuoto e della specialità di handbike; la squadra paralimpica azzurra, trascinata tra gli altri da Federico Morlacchi, Alex Zanardi e la nostra portabandiera Martina Caironi, ha replicato la nona posizione nel medagliere raggiunta ad Agosto dalla nazionale olimpica, ma ha conquistato ben 11 medaglie in più, chiudendo a quota 39 e con 10 ori.

Giorgio Di Leo

Giorgio Di Leo

Classe 1992, nato e cresciuto (ahimè!) nella provincia di Milano. Laureato in Scienze Politiche. Aspirante giornalista e amante del calcio e del basket, non posso che stravedere per Federico Buffa.