Batman v Superman: l’alba di un fallimento

Quando si dice “partire con il piede sbagliato”. Batman v Superman: Dawn of Justice è l’ambizioso tentativo della DC/Warner Bros. di rivaleggiare con i Marvel Studios e i loro Avengers. Un film il cui unico scopo sembra quello di lanciare l’universo cinematografico DC e la Justice League: sono in sviluppo una serie di altri titoli sui quali la casa di produzione ha già investito ingenti somme. Ma se queste sono le premesse, questo progetto rischia di rivelarsi uno dei più grandi insuccessi cinematografici nel genere dei supereroi, in un’epoca dove sembra che basti avere un protagonista con dei superpoteri perché i soldi ti piovano addosso. I Fantastici Quattro, lo scorso autunno, ci hanno dimostrato che non è così. E Batman v Superman ce ne ha dato la conferma. Certo, i guadagni al Box Office nel primo weekend sono stati stellari, merito di una campagna marketing pervasiva (ma non intelligente, come quella di Deadpool) e della premessa alla base del film. Insomma, chi non andrebbe al cinema a vedere i due personaggi più iconici della contemporaneità e per di più se sono uno contro l’altro. Ecco, il caro Zack Snyder è riuscito a rovinare tutto.

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Dc & co. hanno commesso il gravissimo errore di volere tutto e subito, senza tenere conto che la Marvel, prima di arrivare al primo Avengers, si era preparata con attenzione il terreno. Infatti, presentando con quattro film diversi i suoi fiori all’occhiello e costruendo con pazienza un universo estremamente complesso è arrivata oggi ad avere una solidità invidiabile, in attesa di Captain America: Civil War che sospetto sbaraglierà ancora una volta la concorrenza, anche grazie al talento dei fratelli Russo. Ma torniamo a noi. Voglio essere buono e parlare dei pochi pregi di questo film. Primo su tutti il Batman di Ben Affleck, che nonostante porti sulle spalle la schiacciante eredità di Bale, è riuscito a fare un lavoro egregio, il che mi fa ben sperare per il futuro: è stato confermato qualche giorno fa che Affleck farà da regista per uno stand-alone sul Cavaliere Oscuro. L’arrivo di Wonder Woman e la musica che l’accompagna hanno centrato nel segno, anche se il resto della colonna sonora risulta abbastanza monotono. Cos’altro? Mi è piaciuta molto anche l’interpretazione di Jesse Eisenberg nei panni di Lex Luthor, anche se a tratti diventa un po’ ridicola. Ma come del resto ridicolo lo è a tratti il film stesso, con dialoghi degni della peggior soap opera e dei buchi nella trama a volte sconcertanti. Basti solo vedere come hanno risolto quello che è forse il fulcro principale della storia. Senza spoiler, posso solo dire: oh mamma..

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Ma anche tralasciando tutto questo, come fa un film con tali strabilianti aspettative ad essere demolito sia dalla critica che dai fan? Semplice. E’ estremamente difficile da seguire. La regia e il montaggio non sono stati in grado di creare un’organicità all’interno della pellicola, che risulta noiosa e spesso banale.

Peccato. Chi ha letto fumetti come All Star Superman di Grant Morrison o Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller sa che le basi per fare qualcosa di bellissimo c’erano, gli spunti erano tanti. Invece Snyder ha messo insieme un’accozzaglia di tematiche diverse, senza che nessuna potesse risaltare sulle altre e dare così un’identità al film. Così, tra la luce e l’oscurità, tra il giorno e la notte, il risultato è un nuvolone grigio, che al posto di lanciare la saga, rischia di affondarla.

Simone Buzzi Reschini

Simone Buzzi Reschini

Nato a Varese, si laurea in Lettere Moderne a Milano e ora vive a Bologna dove frequenta la magistrale di Cinema, Televisione e Produzione multimediale. Appassionato ad arte di cinema, navigatore incallito e divoratore di serie TV.