Arriva Friiis: l’app per le capsule del tempo

Le capsule del tempo sono una stravagante usanza del mondo anglosassone, giunta a noi attraverso il cinema o il mondo dei telefilm (chi si ricorda la capsula preparata dai ragazzi di Beverly Hills 90210 per l’amico Scott?). Come funzionano questi contenitori di ricordi? In modo molto semplice: si prendono degli oggetti del tempo in cui si vive (una fotografia, un giocattolo, una lettera, etc) e si chiudono in un baule o una capsula ermetica, che viene così sotterrata e solo dopo anni viene dissepolta. Qualcuno oggi in Italia ha pensato di offrire le stesse emozioni, con l’ausilio della tecnologia: così è nato Friiis.

Friiis è un progetto italiano e autofinanziato, che può dirsi finalmente compiuto dopo un anno dalla sua ideazione. Funziona esattamente come una capsula del tempo fisica: si scelgono i ricordi digitali (fotografie, documenti, filmati, brani musicali) e si mettono da parte con un’app o attraverso il web, dopo si sceglie uno o più destinatari e si aspettano dai cinque ai cinquant’anni… E poi si tutto il materiale conservato torna indietro, per rivedere d’un tratto com’era il passato.

Ma questa capsula quindi di cosa è fatta? Come molti avranno intuito leggendo, semplicemente di dati: la Memory Capsule è uno spazio digitale protetto in cui poter custodire i propri ricordi digitalizzati.

 

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Friiis, il cui nome ricorda la parola inglese freeze, “congela” in rete un determinato numero di oggetti, che variano in base al tipo di servizio che si è scelto: con 15 euro, per esempio, si possono avere 7 giorni di tempo per preparare tutto il materiale da spedire nel futuro, per poi riavere il tutto dopo ben 50 anni!

Il funzionamento di Friiis è semplice: si può mettere da parte un ricordo tramite l’app sullo smartphone, per esempio scattando una fotografia o registrando un filmato. Successivamente l’immagine o il video saranno memorizzati e si potrà tornare a lavorare alla capsula in un secondo momento, non solo con il cellulare ma anche via web, inserendo tutto quello che è digitalizzabile, quindi foto, video, audio, testi; infine si sceglieranno i destinatari e solo loro potranno aprirla alla scadenza prefissata, dopo un tempo di attesa che può andare dai 5 ai 50 anni. C’è anche la possibilità di creare una capsula del tempo di gruppo, per eventi importanti come matrimoni o battesimi, dove i ricordi condivisibili sono di più gente: in questo caso potranno partecipare al riempimento della capsula fino a cinquanta persone.

Bisogna tenere a mente due cose però: il proprietario della capsula è l’unico che ne decide il futuro, infatti può anche chiedere di distruggerla, ma non potrà riavere indietro il contenuto; i destinatari non hanno alcun diritto sulla capsula, se non quello di chiedere di non essere resi partecipi dell’apertura.

Ma se tra 20 o 50 anni non si usassero più i formati di oggi (jpeg, avi, etc)? Nessun problema, perché i tecnici di Friiis si preoccuperanno di fornire i software necessari per visualizzare il contenuto della capsula al momento dell’apertura.

Voi lettori lo fareste? Vorreste vedere tra cinquant’anni delle foto o un messaggio che vi siete spediti dal passato? Sarebbe un strana sensazione trovarsi faccia a faccia con il proprio se stesso del passato, forse un po’ come viaggiare nel tempo o essere catapultati dentro Ritorno al Futuro, ma senza il brivido di guidare la DeLorean e tutti i problemi inerenti il viaggio nel tempo (e senza un Biff Tannen da cui guardarsi costantemente)!

 

Alessio Scalzo

Alessio Scalzo

Cresciuto ad Agrigento, milanese dal 2009. Laureato in Lettere Moderne, esperto di editoria, dal 2016 abbraccia The Query come redattore e content editor.