6 motivi per cui vi sconsigliamo PPZ – Pride + Prejudice + Zombies

È cosa nota e universalmente riconosciuta che l’adattamento cinematografico di un libro debba rispettarne il senso e lo spirito.

Questo non è il caso di PPZ – Pride + Prejudice + Zombie: Se avete amato Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, e/o la rivisitazione di Seth Grahame-Smith e pensate di andare a vedere il film appena uscito, questo è l’articolo che fa per voi. Vi diamo 6 buoni motivi per stare a casa e risparmiarvi i soldi del biglietto.

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1. 

Stravolgimento della trama. La rapida e irreversibile discesa verso il baratro! Se il primo tempo promette bene, non prendendosi troppo sul serio e mantenendo una buona aderenza alla storia, lo stesso non si può dire del secondo tempo: dopo l’intervallo la trama viene quasi completamente stravolta, tanto che viene da chiedersi se si sta guardando lo stesso film. La svolta young adult, per ammiccare e piacere ai più giovani, fa perdere tutta la critica sociale di Orgoglio e Pregiudizio. I personaggi si ritrovano fuori dalla loro caratterizzazione, sia nella personalità che nelle azioni. Lydia non rimane la ragazzina viziata e civettuola che conosciamo, ma sembra una povera vittima nelle mani di Wickham (personaggio che merita un punto a parte); la rigida e classista Lady Catherine, colei che nei libri si oppone con forza all’unione tra il suo aristocratico nipote Darcy e la protagonista, di più umili origini, diventa docile e arrendevole dopo un combattimento e due parole pronunciate da Lizzy. La ciliegina sulla torta, poi, è il finale che non spoileriamo, ma che vi farà gridare “Perché?!”

 

2.

La banalizzazione del libro. La forza di Orgoglio e Pregiudizio e Zombie sta nell’aver saputo coniugare un classico della letteratura con il genere horror, mantenendo la trama originale, poiché gli elementi tipici dell’horror si intarsiano nel romanzo di inizio Ottocento senza rivoluzionare o rovinare la storia o i personaggi. Il risultato è una lettura piacevole che non fa percepire in maniera troppo netta lo stacco tra la scrittura di Jane Austen e quella di Seth Grahame-Smith. La deriva presa dalla seconda parte di PPZ, invece, trasforma una trovata originale in un qualunque fanta-horror in costume per ragazzi e giovani adulti.

 

3.

George Wickham unico antagonista. Wickham rappresenta un tipo particolare di parassita della società, sia nel libro originale di Jane Austen, sia nelle versione rivisitata da cui è tratto il film: un uomo indebitato che farebbe qualsiasi cosa pur di sopravvivere e sfuggire ai creditori, intento sempre a salvaguardare le apparenze. Il personaggio cinematografico sembra un lontano parente di quello letterario, infatti nel film troverete un uomo che ha brama di potere e di primeggiare, non voglia di scomparire e lasciarsi i problemi alle spalle. Forse gli sceneggiatori della pellicola ritenevano che fosse un antagonista più credibile di Lady Catherine de Bourgh.
A noi piaceva tanto ricordarcelo come nel libro: costretto a marcire a letto o su una barella in Irlanda.

 

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4.

Charlotte la non-zombie. Charlotte, l’amica di Elizabeth che alla fine decide di sposare il Mr. Collins, nel libro diventa uno zombie e la sua trasformazione è seguita quasi passo passo. Non vedremo il dramma di una giovane donna che, costretta dalle necessità, si ritroverà a sposare “il miglior offerente”, nonché l’unico, né ci sentiremo partecipi del peso del segreto che deve mantenere Elizabeth, l’unica a conoscenza della reale condizione dell’amica.

Gli eventi legati a Charlotte sono un ottimo spunto di riflessione per analizzare i comportamenti dell’epoca, tematiche importanti come il matrimonio, e portano anche alla tragica fine del Mr. Collins, che proprio nel momento della morte in qualche modo nobilita il suo personaggio.
Tutto questo non è presente nel film e noi che abbiamo letto il libro ci chiediamo perché!

 

5.

La storia d’amore tra Mr. Bingley e Jane è decisamente sacrificata. Viene concesso davvero pochissimo spazio alle interazioni tra i due, tanto che ad un certo punto è difficile capire come si sia creato questo forte sentimento che li lega.
Lo stravolgimento della storia fa il resto: il film cerca di mettere una pezza a una lacuna, mettendo in scena il salvataggio di Mr. Bingley ad opera di Jane, perché anche se Mr. Bingley non è un guerriero, per qualche motivo decidere di lanciare bombe sugli zombie intrappolati nel campo di battaglia, rischiando di saltare in aria lui stesso.
Azione del tutto casuale che rispecchia il clima caotico della seconda metà del film.

 

6.

L’evoluzione del sentimento di Elizabeth nei confronti di Mr. Darcy è assente. Nei romanzi Lizzy prova un’iniziale attrazione nei confronti di Darcy, che si dissipa quando lui umilia la vanità di lei, fatto che porterà la giovane Bennet all’antipatia e al pregiudizio verso Fitzwilliam Darcy. Solo dopo aver capito di averlo giudicato male Lizzy inizierà a conoscere e apprezzare il carattere di Darcy, scoprendone i lati più amabili e onorevoli, scoprendosi infine innamorata di lui. Non è un caso, infatti, che il primo titolo di Orgoglio e Pregiudizio fosse First Impressions (Prime Impressioni). Nel film scopriamo invece, parafrasando Elizabeth, che il suo cuore è appartenuto a Darcy dal primo momento, e che quelle a cui abbiamo assistito erano le scaramucce di due innamorati. Dunque il titolo del film, fatta eccezione per gli zombie, perde totalmente di significato.


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Noi, da lettori entusiasti e spettatori delusi, vi abbiamo dato le nostre 6 ragioni. Potete prendere per buona questa lista, oppure lasciarla perdere e decidere di rischiare e vedere con i vostri occhi.

La scelta ora sta a voi, ma non dite che non vi abbiamo avvisato!

 

 

 

In collaborazione con Alessio Scalzo Alessio Scalzo

Beatrice Cois

Beatrice Cois

Nata a Cagliari, si trasferisce a Milano per seguire il suo amore per il cinema, la televisione e la scrittura. Qui si laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e si iscrive alla magistrale in Editoria, Comunicazione e Moda. In cerca della sua strada.

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